di Angela Pappagallo
Brividi all’ingresso degli interpreti in scena, due attori si svincolano dall’insieme e si rincorrono in cerchio come predatori, “ma che Romeo e Giulietta è questo?”
Sicuramente una delle riletture più affascinanti della tragedia shakespeariana che potrete vedere a teatro. Sabato 14 marzo è andato in scena per la seconda volta lo spettacolo Giulietta e Romeo. Il corpo di Shakespeare al teatro comunale di Ruvo di Puglia, nella stagione di Puglia Culture.
La tragedia racconta l’amore impossibile tra giovani di due famiglie rivali di Verona, i Montecchi e i Capuleti. I due si incontrano, si innamorano e si sposano in segreto con l’aiuto di Frate Lorenzo, sperando di riconciliare le casate. Una serie di eventi tragici tra duelli e vendette conduce Romeo all’esilio, innescando un fatale errore di comunicazione. Il piano di Giulietta, di simulare la morte tramite un elisir narcotico per ricongiungersi all’amato, sfocia in un tragico malinteso: Romeo,
credendola morta, si toglie la vita; al risveglio, Giulietta ne scopre il corpo e decide di seguirlo nella stessa sorte.
Il testo è rimodulato da Michelangelo Campanale, anche regista, scenografo e curatore delle luci. La messa in scena, della durata di 90 minuti, vede in scena 13 attori-danzatori con le coreografie di Vito Leone Cassano. Nata come rielaborazione di un precedente lavoro, pensato nel 2003 per un
saggio di laboratorio, segna oggi una nuova tappa del percorso artistico condiviso fra La Luna Nel Letto, Teatri di Bari e Compagnia Eleina D.
Un gruppo di giovani interpreti che, con la loro fisicità e la loro energia, alimentano la dimensione corale dello spettacolo: Claudia Cavalli, Vito Leone Cassano, Gaia Stanghellini, Francesco Ayrton Lacatena, Samuel Puggioni, Andrea Bettaglio, Marco Curci, Niccolò Basile, Erica Di Carlo,
Antonella Piazzolla, Matilde Corni, Gabriel Vassilli Biondini, Dario Napolitano.
Sulla scena i componenti delle famiglie rivali e i due amanti sono resi in divise nera e bianca. Dal coro emerge Padre Lorenzo, nel doppio ruolo di frate e narratore. Egli è voce dell’autore originario, da qui il titolo completo Giulietta e Romeo. Il corpo di Shakespeare. Le parole di Shakespeare sono pronunciate dal Frate, mentre gli attori le incarnano con il corpo: danzano, si muovono nello spazio scenico e trasformano la tragedia in gesto ed energia, facendo di Giulietta e Romeo un flusso continuo di movimento che attraversa lo spazio con una trama coreografica intensa, restituendo tutta la forza emotiva della tragedia. Infatti, il linguaggio del teatro-danza permette di dare forma a passioni, conflitti e desideri in una dimensione visiva e corporea che va oltre la narrazione tradizionale, affidando al movimento tutta la forza del racconto. Come sottolineato da Italo Interesse per il Quotidiano di Bari, “la percezione della cripta in cui tragicamente si spegne l’amore di Giulietta e Romeo si ha già in apertura: dodici sedie volte verso il fondo-scena e ordinatamente disposte in due distinti settori che rappresentano le due famiglie schierate; sullo stesso fondale, poi, si svelerà un’imponente riproduzione del Crocifisso di Cimabue, cui non verranno risparmiati blasfemi colpi di pugnale. Il pugnale, unico oggetto scenico, in cui l’autore si concentra e che restituisce quell’aspetto tagliente a tutta la rappresentazione”.
Inoltre, la figura della madre di Giulietta rappresenta un’altra peculiarità: caratterizzata da un movimento convulso, si allontana dalla rigidità classica per trasformarsi in un corpo attraversato da tensioni irrisolte; l’incarnazione fisica di un sistema familiare disumanizzante. Interessante la scena del matrimonio: quando l’unione si concretizza, le famiglie irrompono intrecciandosi ai corpi fino a separarli. Il gesto assume i tratti di un’invasione che nega l’unione tramite un’azione collettiva. In questa dinamica di contatto e repentina sottrazione, l’immagine può essere letta, in via interpretativa, in relazione alla Creazione di Adamo: non tanto come citazione esplicita, quanto per l’analoga configurazione formale del gesto. Tuttavia, mentre nell’affresco michelangiolesco tale tensione prelude alla trasmissione della vita, qui viene rovesciata, configurandosi come negazione dell’unione. La rivalità è espressa sin dall’inizio nella danza circolare, accompagnata dal disegno sonoro incalzante che traduce l’impossibilità dell’amore furtivo. Lo scioglimento della tensione avviene durante il matrimonio, momento di segretezza restituito musicalmente dal kyrie eleison, intonato da una delle interpreti. In conclusione, lo spettacolo è da non perdere, poiché si configura come un laboratorio creativo in continuo movimento, dove danza contemporanea, teatro fisico e scenografie di corpi in movimento si fondono in un racconto visivo intenso e visionario. Un progetto, insomma, che valorizza i giovani interpreti e costruisce un dialogo fluido tra la tradizione teatrale e le nuove forme scenico-espressive contemporanee, capaci di parlare al pubblico di oggi.