di Chiara Laghezza
La storica amicizia tra Willy Clark e Al Lewis, “I ragazzi irresistibili” un duo comico strampalato e disfunzionale, ha ripreso vita, grazie all’interpretazione di Franco Branciarioli e Umberto Orsini, i quali sin dal debutto dello spettacolo, nel novembre del 2023 al Teatro Rossini di Pesaro, offrono allo spettatore una riflessione sul declino di una coppia di comici e sulla fine di un’epoca, offrendo un gioco di geniale comicità. Così come Al e Willy, Orsini e Branciarioli hanno già avuto l’opportunità di lavorare assieme e questo ha conferito alla rappresentazione grande profondità emotiva, mescolata alle risate che nascevano tra gli spettatori. Una pièce che ha visto i due attori condividere la scena è una commedia che tratta l’incomunicabilità e l’amicizia: Pour un oui ou pour un non, (Per un si o per un no) di Nathalie Sarraute con la regia di Pier Luigi Pizzi.
Orsini e Branciarioli sono considerati due colonne portanti del teatro italiano contemporaneo: Uberto Orsini è noto per il rigore interpretativo e la modernità di stile. Si forma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Debutta con la “Compagnia dei Giovani”. Il suo teatro si concentra sulla parola, la psicologia e la sfumatura. Porta spesso sul palco personaggi complessi e profondi. Ha lavorato con Luchino Visconti (La caduta degli dei, Ludwig) e ha diretto il Teatro Eliseo di Roma. Franco Branciaroli ha invece una forte impronta espressiva e una grande capacità di indagare la natura umana attraverso i classici. Fondamentale la sua collaborazione con registi come Luca Ronconi e con un autore come Giovanni Testori. Caratterizzato da una presenza scenica forte e spesso ironica, si è distinto sia in ruoli tragici che comici, mostrando grande versatilità. Esplora spesso il tema della vecchiaia dell’attore e la malinconia sottile che accompagna l’arte scenica in tarda età. Il legame artistico nato nella coppia è molto apprezzato, in quanto gioca sulle sfumature e sull’alchimia tra due interpreti.
I ragazzi irresistibili (The Sunshine Boys) è uno spettacolo tratto dalla celebre commedia teatrale di Neil Simon, del 1972, nota per i suoi adattamenti cinematografici e teatrali. Nella versione teatrale italiana, Orsini e Branciarioli, diretti dalla regia di Massimo Popolizio, sono in scena dal 4 all’8 marzo 2026 al Teatro Piccinni di Bari: Al e Willy sono due anziani attori di varietà che hanno condiviso il palco per 40 anni, per poi separarsi: i due non si parlano da ormai 11 anni. Lo spettacolo si compone di battute e freddure che si susseguono con ritmo e fluidità, giungendo poi a un finale che quasi commuove. Durante la rappresentazione, lo spettatore riesca a cogliere l’amarezza di Willy ancora rancoroso per la decisone del suo collega, il quale aveva deciso di lasciare il mondo dello spettacolo e rompere il duo.
Willy abita in un monolocale dai colori spenti, nel quale l’unico oggetto che di ravviva l’atmosfera cupa è un piccolo televisore, che a tratti non funziona, così come il chiavistello della sua porta d’ingresso, il quale sembra bloccarsi, come si è bloccata la sua carriera. Willy appare stanco ed è scorbutico, sembra non sapere più il perché della vita. Grazie a suo nipote Ben (Flavio Francucci), registra alcuni spot pubblicitari di cui non ricorda il nome e mangia zuppe in scatola. Lewis, invece, vive con la sua famiglia nella campagna del New Jersey.
Una mattina, Ben propone a suo zio di riunire il duo e registrare in uno studio televisivo uno dei loro sketch più famosi, quello del dottore, in occasione di una trasmissione dedicata alla storia del varietà americano. Clark accetta, ma solo dopo aver riflettuto su tutto ciò che di peggio sarebbe potuto accadere in un loro ipotetico incontro: Al aveva il fastidioso vizio di martellare il dito sul petto di Willy e pronunciare parole con la T, inondando il volto di Willy di saliva. Dopo un primo e imbarazzante incontro e dopo aver inutilmente tentato di provare la scena, riaccendendo le loro vecchie e superflue discussioni, i due protagonisti entrano nello studio televisivo e iniziano a recitare il famoso sketch. Tuttavia, ci si accorge che nulla richiama le loro iconiche rappresentazioni, risate e applausi sono pre-registrati e manca il calore del pubblico. L’attacco di cuore che colpisce improvvisamente Willy ha valore simbolico, come se indicasse l’idea di essere fuori posto dei due attori, ma è anche occasione per ricomporre il legame: Al invia fiori e cioccolatini a Willy e nonostante il suo iniziale rifiuto, questi gesti riportano la coppia alla vecchia complicità.
Nella scena finale, i due amici, si ritrovano a condividere un momento di malinconia, guardando attraverso la finestra dei momenti passati assieme, ricordando battute e il rumore degli applausi, con una tenera ironia che coinvolge e trasporta i due amici e il pubblico. I ragazzi irresistibili è uno spettacolo che, attraverso il prisma dell’amicizia e della comicità, offre una riflessione delicata e autentica sul trascorrere del tempo e sulla memoria del teatro; tra risate e ricordi, ci viene mostrato come, nonostante questo scorrere, i legami si conservino