Un contrabbassista di mezza età, il Signor F. si risveglia in un aereo vuoto dopo un atterraggio di emergenza. Spaesato, col suo ingombrante strumento, cerca aiuto nell’unico posto illuminato: un vecchio cinema. Qui incontra due figure bizzarre, una hostess multilingue e un factotum losco, che fanno di tutto per trattenerlo in una trappola kafkiana fatta di burocrazia assurda e mistero.
Attraverso una stramba radiografia del cuore, affronterà una verità a cui non era preparato e che lo cambierà forse per sempre.
Accettata la propria condizione, il protagonista precipita in una dimensione onirica dove sfilano le figure che popolano i suoi ricordi: illusionisti, prostitute, amanti e maestri severi.
Tra ironia, follia lieve e malinconia felliniana, il signor F. è costretto a guardare dentro di sé — le bugie, i tradimenti, i desideri — per trovare quel momento autentico che potrebbe restituirgli la propria esistenza o condurlo definitivamente nell’oblio.
Ma cos’è l’autenticità in una vita vissuta sul filo del compromesso? Si può essere perdonati se non ci si è mai guardati dentro davvero? Esiste un momento in cui siamo stati completamente noi stessi, liberi dalle maschere che la vita ci impone?
Un’opera grottesca e poetica ispirata all’universo onirico di Federico Fellini che esplora il momento del passaggio, quando ogni uomo deve fare i conti con la verità del proprio cuore prima di varcare definitivamente la soglia.