Una ricognizione giocosa sui colori dell’animo umano in un’epoca fredda e commerciale, un viaggio verticale che rappresenta il ritorno alla purezza dell’infanzia. In questo progetto si sperimenta un linguaggio flessibile, comico, che accende lo stupore e mette in scena il circo con i virtuosismi dell’acrobata aerea Fabiana Ruiz Diaz, con le clownerie provocanti di Jorge Albuerne e la destrezza del giocoliere Felipe Flores. Tre personaggi – accompagnati dalle note del musicista Fabio Guandalini che prende attivamente parte alla performance – alla ricerca di ciò che l’uomo ha perduto da tempo: la felicità improvvisa del momento presente. Questo lavoro in “quadra” il gioco di tre circensi e dei colori di cui sono portatori, viaggiando letteralmente su di un filo di un tracciato musicale che non commenta, dialoga.
Lo spettacolo, in rapporto diretto con il teatro, dà vita a una narrazione sul conflitto fra tenebre e luce che drammatizza, attraverso composizioni e coreografie a tre corpi, l’assenza stessa del colore nel mondo di oggi.
Fabiana Ruiz Diaz è condirettrice artistica del Grito e del SIC/Stabile di Innovazione Circense, maestra di volo, intimamente circense, custodisce la tradizione senza volerne restare prigioniera, alla ricerca di un’essenza poetica, di quello spazio liminale che riassume le nostre inquietudini e le nostre straordinarie possibilità.
Una ricognizione giocosa sui colori dell’animo umano in un’epoca fredda e commerciale, un viaggio verticale che rappresenta il ritorno alla purezza dell’infanzia. In questo progetto si sperimenta un linguaggio flessibile, comico, che accende lo stupore e mette in scena il circo con i virtuosismi dell’acrobata aerea Fabiana Ruiz Diaz, con le clownerie provocanti di Jorge Albuerne e la destrezza del giocoliere Felipe Flores. Tre personaggi – accompagnati dalle note del musicista Fabio Guandalini che prende attivamente parte alla performance – alla ricerca di ciò che l’uomo ha perduto da tempo: la felicità improvvisa del momento presente. Questo lavoro in “quadra” il gioco di tre circensi e dei colori di cui sono portatori, viaggiando letteralmente su di un filo di un tracciato musicale che non commenta, dialoga.
Lo spettacolo, in rapporto diretto con il teatro, dà vita a una narrazione sul conflitto fra tenebre e luce che drammatizza, attraverso composizioni e coreografie a tre corpi, l’assenza stessa del colore nel mondo di oggi.
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