In occasione del centenario della nascita di Vito Maurogiovanni abbiamo ipotizzato l’allestimento de U Cafè Andìche che resta una delle maggiori opere in dialetto del drammaturgo barese.
U Café andìche è il dramma di una famiglia nel cuore della città vecchia, “fotografato” dall’autore con straordinaria e coinvolgente maestria. È uno spaccato di vita quotidiana e di costume popolare, un incontro e scontro di microstorie di periferia che si consumano alla fioca luce dell’insegna del vecchio caffè, mentre il tempo scorre lento in un’attesa dal sapore beckettiano.
I personaggi, a partire dai protagonisti Giuanne, lo sfortunato proprietario dell’Antico caffè, e Rosine, sua saggia e credente suocera, “mamma” dell’intera schiera di frequentatori del caffè, e continuando con Lucrezia, la sorella un po’ spavalda di Giuanne, e gli abituali frequentatori del caffè: Mèste Luigi, il calzolaio; Beniamine, il fioraio; Narduccio, il suonatore di trombone; Pite, il sagrestano; Don Peppino, il parroco; Don Antonio, l’ufficiale giudiziario, e Gerolame, il suo aiuto, fino ai genuini rappresentanti del popolo come il postino, una donna, un venditore di “Tarall’ezucchere”, avventori, bambini, portatori di lampade, rappresentano un mondo in lenta e inesorabile agonia, sopraffatto dalla parte nefasta della globalizzazione
Tutti conoscono il Maurogiovanni di U Café Andìche, rappresentato per la prima volta al Teatro Piccinni di Bari nel 1951, che, in qualche modo, diede inizio a una “tradizione” di Teatro in dialetto barese. Sono note anche le sue mille ricerche (Cattedrali, Castelli, Tradizioni popolari, Vite dei santi) e le numerose collaborazioni (RAI, La Gazzetta del Mezzogiorno, Enciclopedie, Gruppi Teatrali).
Meno conosciuto è il Maurogiovanni “Poeta di Compagnia”, capace di allestire un testo teatrale partendo da un semplice spunto e da alcuni attori di riferimento.
Numerose esperienze del Gruppo Abeliano testimoniano questo straordinario talento.
Per questo omaggio non potevamo che ipotizzare un cast che, oltre che rimettere assieme gli interpreti ancora in attività che parteciparono alla prima messa in scena dell’opera, prevedesse l’impiego di altri straordinari protagonisti della scena nazionale.
Vito Signorile
In occasione del centenario della nascita di Vito Maurogiovanni abbiamo ipotizzato l’allestimento de U Cafè Andìche che resta una delle maggiori opere in dialetto del drammaturgo barese.
U Café andìche è il dramma di una famiglia nel cuore della città vecchia, “fotografato” dall’autore con straordinaria e coinvolgente maestria. È uno spaccato di vita quotidiana e di costume popolare, un incontro e scontro di microstorie di periferia che si consumano alla fioca luce dell’insegna del vecchio caffè, mentre il tempo scorre lento in un’attesa dal sapore beckettiano.
I personaggi, a partire dai protagonisti Giuanne, lo sfortunato proprietario dell’Antico caffè, e Rosine, sua saggia e credente suocera, “mamma” dell’intera schiera di frequentatori del caffè, e continuando con Lucrezia, la sorella un po’ spavalda di Giuanne, e gli abituali frequentatori del caffè: Mèste Luigi, il calzolaio; Beniamine, il fioraio; Narduccio, il suonatore di trombone; Pite, il sagrestano; Don Peppino, il parroco; Don Antonio, l’ufficiale giudiziario, e Gerolame, il suo aiuto, fino ai genuini rappresentanti del popolo come il postino, una donna, un venditore di “Tarall’ezucchere”, avventori, bambini, portatori di lampade, rappresentano un mondo in lenta e inesorabile agonia, sopraffatto dalla parte nefasta della globalizzazione
Tutti conoscono il Maurogiovanni di U Café Andìche, rappresentato per la prima volta al Teatro Piccinni di Bari nel 1951, che, in qualche modo, diede inizio a una “tradizione” di Teatro in dialetto barese. Sono note anche le sue mille ricerche (Cattedrali, Castelli, Tradizioni popolari, Vite dei santi) e le numerose collaborazioni (RAI, La Gazzetta del Mezzogiorno, Enciclopedie, Gruppi Teatrali).
Meno conosciuto è il Maurogiovanni “Poeta di Compagnia”, capace di allestire un testo teatrale partendo da un semplice spunto e da alcuni attori di riferimento.
Numerose esperienze del Gruppo Abeliano testimoniano questo straordinario talento.
Per questo omaggio non potevamo che ipotizzare un cast che, oltre che rimettere assieme gli interpreti ancora in attività che parteciparono alla prima messa in scena dell’opera, prevedesse l’impiego di altri straordinari protagonisti della scena nazionale.
Vito Signorile
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