Si conclude con un’apertura al pubblico il primo ciclo di RICONNESSIONI, il progetto di residenze artistiche ideato dal Collettivo KRASS con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Durante una serata condivisa, i tre artisti selezionati presentano i processi creativi sviluppati nei nove giorni di lavoro svolti presso gli spazi delle associazioni partner Invito alla Danza, Il Palcoscenico e Teatro Danza. Le opere, proposte in forma di studio, conservano la loro natura “in divenire” e si aprono al confronto con il pubblico sui temi della connessione e dell’appartenenza.
Tutti originari della BAT, gli artisti tornano temporaneamente al proprio territorio d’origine, trasformando la distanza geografica in un’opportunità di scambio, dialogo e rinnovamento culturale.
Domenico Doronzo – SIAMO TUTTƏ TARANTATƏ
“Mamma, perché mi hai dato radici così profonde?” Con questo lavoro cerco di dare voce a una condizione collettiva, trasformando i «morsi contemporanei» della mia generazione in un rituale presente, uno spazio in cui trovare possibilità di espressione, visibilità e, forse, sollievo.
Carmine Dipace – ETTORE. Studi per corpi a fiato
«Ho suonato la tromba per sei anni consecutivi; è stata uno strumento importante per la mia crescita, poi abbandonato. ETTORE intende sottolineare una viscerale appartenenza, tanto emotiva quanto fisica, nei confronti di uno strumento che cessa di essere un oggetto esterno per diventare parte integrante della materia-corpo.»
Annalisa Palmieri – The Patient Nobody
«C’è un tipo di attesa che non finisce. Non perché manchi qualcosa, ma perché l’attesa stessa è diventata il luogo in cui si abita. Il lavoro nasce da questa sensazione, familiare, silenziosa, a volte insopportabile. A diciannove anni sono andata via con la consapevolezza che la distanza sarebbe diventata parte del mio sguardo.»
Si conclude con un’apertura al pubblico il primo ciclo di RICONNESSIONI, il progetto di residenze artistiche ideato dal Collettivo KRASS con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Durante una serata condivisa, i tre artisti selezionati presentano i processi creativi sviluppati nei nove giorni di lavoro svolti presso gli spazi delle associazioni partner Invito alla Danza, Il Palcoscenico e Teatro Danza. Le opere, proposte in forma di studio, conservano la loro natura “in divenire” e si aprono al confronto con il pubblico sui temi della connessione e dell’appartenenza.
Tutti originari della BAT, gli artisti tornano temporaneamente al proprio territorio d’origine, trasformando la distanza geografica in un’opportunità di scambio, dialogo e rinnovamento culturale.
Domenico Doronzo – SIAMO TUTTƏ TARANTATƏ
“Mamma, perché mi hai dato radici così profonde?” Con questo lavoro cerco di dare voce a una condizione collettiva, trasformando i «morsi contemporanei» della mia generazione in un rituale presente, uno spazio in cui trovare possibilità di espressione, visibilità e, forse, sollievo.
Carmine Dipace – ETTORE. Studi per corpi a fiato
«Ho suonato la tromba per sei anni consecutivi; è stata uno strumento importante per la mia crescita, poi abbandonato. ETTORE intende sottolineare una viscerale appartenenza, tanto emotiva quanto fisica, nei confronti di uno strumento che cessa di essere un oggetto esterno per diventare parte integrante della materia-corpo.»
Annalisa Palmieri – The Patient Nobody
«C’è un tipo di attesa che non finisce. Non perché manchi qualcosa, ma perché l’attesa stessa è diventata il luogo in cui si abita. Il lavoro nasce da questa sensazione, familiare, silenziosa, a volte insopportabile. A diciannove anni sono andata via con la consapevolezza che la distanza sarebbe diventata parte del mio sguardo.»
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