Ispirato alla figura del giullare medievale, Jogler utilizza rituale, gioco e ripetizione per attivare la tradizione nel presente, creando una scena in cui passato e contemporaneità convergono — tra follia, misura e l’emergere della comunità. I danzatori non interpretano personaggi, ma incarnano un corpo collettivo sospeso tra ordine ed eccesso, memoria e innovazione.
La nuova opera di KOR’SIA prende forma a partire dalla tradizione e dal patrimonio popolare intesi come un’eredità viva: non forme da rappresentare, ma materiali da riattivare nel presente.
All’interno di questo quadro, la figura del giullare medievale emerge come principio operativo e immaginativo — non come personaggio storico, ma come funzione liminale, sospesa tra ordine ed eccesso, verità e finzione, capace di mettere in circolazione gesto, voce e comunità. Il giullare non impone un significato univoco, ma mette il significato stesso in movimento. La sua follia non è perdita, ma licenza; non negazione, ma apertura. Attraverso la maschera, l’eccesso e il gioco, rende visibile ciò che solitamente viene escluso.
Ispirato alla figura del giullare medievale, Jogler utilizza rituale, gioco e ripetizione per attivare la tradizione nel presente, creando una scena in cui passato e contemporaneità convergono — tra follia, misura e l’emergere della comunità. I danzatori non interpretano personaggi, ma incarnano un corpo collettivo sospeso tra ordine ed eccesso, memoria e innovazione.
La nuova opera di KOR’SIA prende forma a partire dalla tradizione e dal patrimonio popolare intesi come un’eredità viva: non forme da rappresentare, ma materiali da riattivare nel presente.
All’interno di questo quadro, la figura del giullare medievale emerge come principio operativo e immaginativo — non come personaggio storico, ma come funzione liminale, sospesa tra ordine ed eccesso, verità e finzione, capace di mettere in circolazione gesto, voce e comunità. Il giullare non impone un significato univoco, ma mette il significato stesso in movimento. La sua follia non è perdita, ma licenza; non negazione, ma apertura. Attraverso la maschera, l’eccesso e il gioco, rende visibile ciò che solitamente viene escluso.
Condividi sui social:
Iscriviti alla newsletter
Sede Legale: Via Imbriani 67
T +39 080 54.14.813
Sede operativa: Via Cardassi 26
T +39 080 55.80.195
F +39 080 55.43.686
70121 Bari – P.IVA 01071540726
info@pugliaculture.it
pugliaculture@pec.it
Copyright© 2010 – 2024