Un viaggio misterioso che coinvolge delle anime, i “prossimi”, verso la propria nascita. La celebre traghettata vista attraverso un percorso tutto nuovo e alternativo che offre una diversa prospettiva della “messa al mondo”. In un percorso di ricerca sul tema e sulle nuove drammaturgie, gli attori hanno sperimentato le diverse sfaccettature che comporta un’attesa talvolta eccitante, talvolta frustrante. La metafora di un viaggio in treno come nascita, prima creatrice di aspettative, ci permette di mettere in scena un fantasioso percorso costellato di discussioni, riflessioni, paure e speranze su “ciò che ci aspetta”. Saremo delusi? Saremo all’altezza? O alla fine è davvero solo il viaggio che conta? Gli attori affollano il palco, fin dal loro confusionario arrivo. Cercano il proprio posto proprio come faranno nella vita una volta superata la nascita, ribattezzata “il grande pianto”. Cercano di conoscersi, di fidarsi l’uno dell’altro, quasi prototipo dell’umanità che saranno. Il loro carattere, inizialmente bidimensionale, si forma attraverso il contrasto, lo scontro e il confronto, esattamente come succede durante la fase dell’adolescenza. In questa loro attesa, scopriranno la grande differenza tra chi sono davvero e chi vorrebbero essere, ricordando a tutti noi che sono le nostre scelte e le nostre azioni a definirci. Impareranno un significato profondo dell’amore, che ci prende per mano e ci conduce verso nuovi orizzonti e nuove umanità, insegnandoci che con la pace nel cuore non si dovrebbe mai chiudere la porta al “prossimo”.
Un viaggio misterioso che coinvolge delle anime, i “prossimi”, verso la propria nascita. La celebre traghettata vista attraverso un percorso tutto nuovo e alternativo che offre una diversa prospettiva della “messa al mondo”. In un percorso di ricerca sul tema e sulle nuove drammaturgie, gli attori hanno sperimentato le diverse sfaccettature che comporta un’attesa talvolta eccitante, talvolta frustrante. La metafora di un viaggio in treno come nascita, prima creatrice di aspettative, ci permette di mettere in scena un fantasioso percorso costellato di discussioni, riflessioni, paure e speranze su “ciò che ci aspetta”. Saremo delusi? Saremo all’altezza? O alla fine è davvero solo il viaggio che conta? Gli attori affollano il palco, fin dal loro confusionario arrivo. Cercano il proprio posto proprio come faranno nella vita una volta superata la nascita, ribattezzata “il grande pianto”. Cercano di conoscersi, di fidarsi l’uno dell’altro, quasi prototipo dell’umanità che saranno. Il loro carattere, inizialmente bidimensionale, si forma attraverso il contrasto, lo scontro e il confronto, esattamente come succede durante la fase dell’adolescenza. In questa loro attesa, scopriranno la grande differenza tra chi sono davvero e chi vorrebbero essere, ricordando a tutti noi che sono le nostre scelte e le nostre azioni a definirci. Impareranno un significato profondo dell’amore, che ci prende per mano e ci conduce verso nuovi orizzonti e nuove umanità, insegnandoci che con la pace nel cuore non si dovrebbe mai chiudere la porta al “prossimo”.
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