Dalida, per il suo modo di attraversare la storia e interpretare il suo tempo, rappresenta emblematicamente tre decenni di mutamenti epocali, che tanto hanno influito sul nostro gusto musicale. Cantando in nove lingue differenti ha saputo superare i confini geografici ed etnici. Ha sempre sfidato le ipocrisie borghesi e tutti i benpensanti, difendendo ogni diversità, donandosi interamente al suo pubblico, forse sacrificando così la propria vita privata, ma scegliendo con assoluta determinazione ogni tappa della sua straordinaria carriera. La piccola ragazza italiana dagli occhiali spessi, nata in un sobborgo popolare del Cairo diventata prima Miss Egitto e poi la regina dei juke-box, è stata consacrata come la più grande cantante francese di tutti i tempi. È stata contemporaneamente la vamp hollywoodiana tutta lustrini e file di boys e la più grande diva mediterranea, per diventare dopo la morte, una figura-culto per intere generazioni. Durante tutta la vita dietro la star Dalida, la donna Jolanda, ha amato e sofferto silenziosamente. Si è donata senza limiti agli uomini della sua vita esattamente come al suo pubblico, vivendo costantemente la tragedia di essere amata più come artista, che come persona. Ci piace ricordarla nel suo infinito repertorio musicale, nel suo sorprendente trasformismo, nel suo misterioso e affascinante percorso tra amore e arte, tragicamente interrotto dalla sua volontà di decidere anche la propria morte. In vita il generale de Gaulle l’aveva insignita della medaglia della Presidenza della Repubblica e alla sua scomparsa Parigi le ha intitolato una piazza: Place Dalida. Alla scoperta del busto che la raffigura il giornale Libération scriverà: “Dalida è più presente che mai, nessuna artista sarà mai così celebre!”.
Dalida, per il suo modo di attraversare la storia e interpretare il suo tempo, rappresenta emblematicamente tre decenni di mutamenti epocali, che tanto hanno influito sul nostro gusto musicale. Cantando in nove lingue differenti ha saputo superare i confini geografici ed etnici. Ha sempre sfidato le ipocrisie borghesi e tutti i benpensanti, difendendo ogni diversità, donandosi interamente al suo pubblico, forse sacrificando così la propria vita privata, ma scegliendo con assoluta determinazione ogni tappa della sua straordinaria carriera. La piccola ragazza italiana dagli occhiali spessi, nata in un sobborgo popolare del Cairo diventata prima Miss Egitto e poi la regina dei juke-box, è stata consacrata come la più grande cantante francese di tutti i tempi. È stata contemporaneamente la vamp hollywoodiana tutta lustrini e file di boys e la più grande diva mediterranea, per diventare dopo la morte, una figura-culto per intere generazioni. Durante tutta la vita dietro la star Dalida, la donna Jolanda, ha amato e sofferto silenziosamente. Si è donata senza limiti agli uomini della sua vita esattamente come al suo pubblico, vivendo costantemente la tragedia di essere amata più come artista, che come persona. Ci piace ricordarla nel suo infinito repertorio musicale, nel suo sorprendente trasformismo, nel suo misterioso e affascinante percorso tra amore e arte, tragicamente interrotto dalla sua volontà di decidere anche la propria morte. In vita il generale de Gaulle l’aveva insignita della medaglia della Presidenza della Repubblica e alla sua scomparsa Parigi le ha intitolato una piazza: Place Dalida. Alla scoperta del busto che la raffigura il giornale Libération scriverà: “Dalida è più presente che mai, nessuna artista sarà mai così celebre!”.
Condividi sui social:
Iscriviti alla newsletter
Sede Legale: Via Imbriani 67
T +39 080 54.14.813
Sede operativa: Via Cardassi 26
T +39 080 55.80.195
F +39 080 55.43.686
70121 Bari – P.IVA 01071540726
info@pugliaculture.it
pugliaculture@pec.it
Copyright© 2010 – 2024