Restituire ai bambini più colpiti dalla guerra una parte della fortuna e dell’amore che Pinocchio ha ricevuto dai bambini di tutto il mondo. Nasce con questo obiettivo “Mettiamoci il naso – Pinocchio per i bambini di Gaza”, il progetto ideato e diretto da Francesco Carofiglio, realizzato in collaborazione con Puglia Culture e con il sostegno del Comune di Bari e di Fineco Bank.
Presentata a Palazzo di Città, nell’ambito della stagione teatrale comunale Umano Collettivo, l’iniziativa propone tre appuntamenti al Teatro Piccinni di Bari, dedicati ad altrettanti temi universali che attraversano la fiaba di Carlo Collodi: il rapporto tra genitori e figli, la verità e la menzogna, la cura e l’assenza. L’intero ricavato degli incontri sarà devoluto, attraverso Save the Children, ai progetti a sostegno dei bambini di Gaza.
Tre incontri per rileggere Pinocchio e interrogare il presente
Il programma si aprirà l’8 novembre alle ore 11 con Alessandro Gassmann, protagonista insieme a Francesco Carofiglio e alla giornalista Melania Petriello dell’incontro “Geppetto e Pinocchio. Il padre e il figlio”. Il 13 dicembre, sempre alle ore 11, sarà la volta di Marco Travaglio con “Il grillo parlante. La bugia e la verità”. La rassegna si concluderà il 10 gennaio con Carmen Consoli e l’appuntamento “La fata turchina. La madre che non c’è”. I dialoghi saranno intervallati dalla musica delle Faraualla.
L’iniziativa nasce dalla volontà di riscoprire una delle opere più amate della letteratura per l’infanzia, trasformandola in un’occasione di confronto sui temi della crescita, della formazione, delle relazioni e dei diritti dei più piccoli.
Le dichiarazioni
Paola Romano, assessora alle Culture del Comune di Bari, sottolinea il valore culturale e civile del progetto:
«Ringrazio Francesco Carofiglio per aver ideato e diretto questa bellissima iniziativa, realizzata grazie a Puglia Culture con il coordinamento di Ines Pierucci. Attraverso la fiaba di Pinocchio abbiamo voluto dialogare con protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo su temi universali come la crescita, la formazione, il rapporto tra genitori e figli e il bisogno di cura e amore. È un modo per interrogare il nostro presente e ricordare che ogni bambina e ogni bambino ha il diritto di crescere, essere amato e vivere in un ambiente sicuro. Attraverso il teatro e la cultura possiamo contribuire a mantenere alta l’attenzione su questa emergenza e richiamare ciascuno alla propria responsabilità: mettere il naso nel nostro tempo significa anche scegliere di non restare indifferenti».
Paolo Ponzio, presidente di Puglia Culture, evidenzia il ruolo della cultura come strumento di partecipazione e solidarietà:
«Con Mettiamoci il naso – Pinocchio per i bambini di Gaza ribadiamo il valore della cultura come strumento di responsabilità collettiva, capace di andare oltre il palcoscenico e tradursi in un gesto concreto di solidarietà. Attraverso una storia universale come quella di Pinocchio vogliamo tenere alta l’attenzione sui diritti dell’infanzia e ricordare che la tutela dei bambini, soprattutto di quelli che vivono le conseguenze della guerra, è una responsabilità che riguarda tutti noi. Destinare l’intero ricavato a Save the Children significa fare della cultura uno strumento concreto di vicinanza e sostegno».
Per Francesco Carofiglio, direttore artistico della rassegna, il progetto rappresenta un modo per trasformare il patrimonio affettivo di una storia senza tempo in un aiuto concreto:
«La mia idea è che Pinocchio, un personaggio che ha ricevuto così tanto affetto e tanta fortuna dai bambini di tutto il mondo, possa restituire, attraverso questa iniziativa, un pezzettino di quella fortuna ai bambini più sfortunati: quelli che vivono la tragedia della guerra, contribuendo a rendere il loro presente un po’ meno terribile. Pinocchio diventa così un veicolo di solidarietà e beneficenza. Il fine ultimo dell’iniziativa è il suo valore solidale: fare in modo che la fortuna e l’amore che Pinocchio ha ricevuto possano trasformarsi in un aiuto concreto per chi oggi ne ha più bisogno».
Anche Rocky Malatesta, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bari, richiama il potenziale dell’arte nel promuovere consapevolezza e cambiamento:
«L’Accademia di Belle Arti di Bari ha accolto con entusiasmo un progetto che promuove la solidarietà e l’impegno civile. Crediamo che l’arte non si limiti a rappresentare la realtà, ma possa interpretarla, stimolare una riflessione collettiva e immaginare nuove possibilità di cambiamento. Il Pinocchio gigante che un nostro artista sta realizzando per il Teatro Piccinni, con il suo naso che si estenderà dalla seconda fila di palchi fino al palcoscenico, ne è un esempio emblematico: attraverso l’ironia e la fantasia, l’arte sorprende, interroga e coinvolge tutti. È in questa capacità di creare connessioni e generare consapevolezza che riconosciamo il valore dell’arte e il ruolo pubblico dell’Accademia».
A sostenere l’iniziativa anche Fineco Bank, rappresentata in conferenza stampa da Michel Pietro Ferrandina, Area Manager, e Francesco Signorile, Private Banker. «Investire sul territorio significa valorizzarne le energie, sostenere iniziative di valore e contribuire concretamente alla crescita della comunità. Per Fineco, essere vicini al territorio vuol dire anche promuovere progetti capaci di generare valore sociale e culturale duraturo», hanno dichiarato.
Con “Mettiamoci il naso”, il Teatro Piccinni diventa così luogo di incontro tra letteratura, spettacolo e impegno civile. Una fiaba che continua a parlare a generazioni diverse si trasforma in un’occasione per riflettere sui diritti dell’infanzia e sostenere concretamente i bambini che vivono le conseguenze della guerra. Perché mettere il naso nel presente significa, prima di tutto, non voltarsi dall’altra parte.