Plaudere: captatio benevolentiae o j’accuse?
Al principio fu il battito: ironico battimano, cacciatrici a stanare la preda o inizio di un rituale sabbatico.
Il loop insistente e geometrico comprime ed obbliga sostenendo e generando partiture rigorosamente formali, lasciando così momentaneamente celata dell’animo muliebre l’essenza.
Nello svolgimento dell’azione scorre una chirurgica autoflagellazione coreografica sempre in ascolto di un tempo comune e di condivisione.
Contemporaneamente battitrici e battute: “Batti ma ascolta!” (Plutarco)
Con un travestimento posticcio e movenze minimali il flusso ci porta nel gioco dell’identità femminile, effeminando, maschizzando, disimbambolando le quattro interpreti.
Scorporazione e incorporazione di se stesse e l’altra: due poli, due luoghi fisici sulle rive opposte dello stesso fiume.
Complici del loro stesso apparire si specchiano l’una nell’altra restituendo movenze specchiate, compresse e rivestite da un accompagnamento sonoro che magnetizza e fluisce senza alcuna reale interruzione né spazio per la melodia ma solo per l’aridità del ritmo.
“Femina” è lo spazio di traduzione e allucinazione in quadro scenico di possibili forme e nomi del donnesco e femmineo mondo contemporaneo.
Plaudere: captatio benevolentiae o j’accuse?
Al principio fu il battito: ironico battimano, cacciatrici a stanare la preda o inizio di un rituale sabbatico.
Il loop insistente e geometrico comprime ed obbliga sostenendo e generando partiture rigorosamente formali, lasciando così momentaneamente celata dell’animo muliebre l’essenza.
Nello svolgimento dell’azione scorre una chirurgica autoflagellazione coreografica sempre in ascolto di un tempo comune e di condivisione.
Contemporaneamente battitrici e battute: “Batti ma ascolta!” (Plutarco)
Con un travestimento posticcio e movenze minimali il flusso ci porta nel gioco dell’identità femminile, effeminando, maschizzando, disimbambolando le quattro interpreti.
Scorporazione e incorporazione di se stesse e l’altra: due poli, due luoghi fisici sulle rive opposte dello stesso fiume.
Complici del loro stesso apparire si specchiano l’una nell’altra restituendo movenze specchiate, compresse e rivestite da un accompagnamento sonoro che magnetizza e fluisce senza alcuna reale interruzione né spazio per la melodia ma solo per l’aridità del ritmo.
“Femina” è lo spazio di traduzione e allucinazione in quadro scenico di possibili forme e nomi del donnesco e femmineo mondo contemporaneo.
Condividi sui social:
Iscriviti alla newsletter
Sede Legale: Via Imbriani 67
T +39 080 54.14.813
Sede operativa: Via Cardassi 26
T +39 080 55.80.195
F +39 080 55.43.686
70121 Bari – P.IVA 01071540726
info@pugliaculture.it
pugliaculture@pec.it
Copyright© 2010 – 2024