SWING
Swing, sottotitolo ‘Fight Club, ma senza Brad e Edward…’, vede in scena due personaggi bizzarri che si confrontano all’interno di un campo di battaglia, in uno stile acro-comedy. Travolti da un vortice di competitività, si trovano nei panni di due lottatori svizzeri. Malgrado i loro sforzi non riescono a rispettare le regole del gioco, dando così vita ad un duello acrobatico a tratti comico e grottesco.
THAUMATA Esiste uno spazio invisibile tra ratio umana e superstizione, una intercapedine di luce in cui l’anima trova nutrimento nel rito, nel sacro e nell’esplorazione del divino. In quel luogo l’Essere Umano si eleva spiritualmente, si connette con spiriti impalpabili,
compie atti di fede per allontanarsi dalla gabbia della carne e ritrovare memorie ancestrali. In questo spazio il tempo si piega, la verità si assottiglia e l’unica realtà possibile diverge nell’estasi.
THAUMATA prende ispirazione e si auto-genera da una riflessione incentrata sulla relazione tra umano e divino. Partendo dalle personali esperienze dei danzatori e del coreografo, è stato creato un vocabolario intriso di gesti potenti e significativi in cui rito, estati, sublimazione e misticismo si intrecciano e si scambiano continuamente al fine di dare vita ad un corpo coreografico primordiale, veicolo di credi differenti e di diverse forme di preghiera. Danze tribali, rituali e divinatorie, apparizioni mistiche, iconografie religiose di stampo classico, rinascimentale e barocco, sono stati iprincipali riferimenti per una partitura fisica che ha fortemente richiesto, in fase creativa, di trasmutare in carne le sensazioni ancestrali, in sguardi le paure cosmiche e in corpi furiosi la possessione divina.
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Swing, sottotitolo ‘Fight Club, ma senza Brad e Edward…’, vede in scena due personaggi bizzarri che si confrontano all’interno di un campo di battaglia, in uno stile acro-comedy. Travolti da un vortice di competitività, si trovano nei panni di due lottatori svizzeri. Malgrado i loro sforzi non riescono a rispettare le regole del gioco, dando così vita ad un duello acrobatico a tratti comico e grottesco.
THAUMATA Esiste uno spazio invisibile tra ratio umana e superstizione, una intercapedine di luce in cui l’anima trova nutrimento nel rito, nel sacro e nell’esplorazione del divino. In quel luogo l’Essere Umano si eleva spiritualmente, si connette con spiriti impalpabili,
compie atti di fede per allontanarsi dalla gabbia della carne e ritrovare memorie ancestrali. In questo spazio il tempo si piega, la verità si assottiglia e l’unica realtà possibile diverge nell’estasi.
THAUMATA prende ispirazione e si auto-genera da una riflessione incentrata sulla relazione tra umano e divino. Partendo dalle personali esperienze dei danzatori e del coreografo, è stato creato un vocabolario intriso di gesti potenti e significativi in cui rito, estati, sublimazione e misticismo si intrecciano e si scambiano continuamente al fine di dare vita ad un corpo coreografico primordiale, veicolo di credi differenti e di diverse forme di preghiera. Danze tribali, rituali e divinatorie, apparizioni mistiche, iconografie religiose di stampo classico, rinascimentale e barocco, sono stati iprincipali riferimenti per una partitura fisica che ha fortemente richiesto, in fase creativa, di trasmutare in carne le sensazioni ancestrali, in sguardi le paure cosmiche e in corpi furiosi la possessione divina.
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