Aterballetto propone un eclettico trittico, composto dalle più recenti creazioni del suo repertorio, che mette in luce ed esalta la versatilità tecnica ed espressiva dei sedici danzatori della compagnia.
SOLO ECHO della pluripremiata coreografa canadese Crystal Pite invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
RECONCILIATIO è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj.
RHAPSODY IN BLUE di Iratxe Ansa e Igor Bacovich, sulle note di Gershwin, è una coreografia divertente, vivace, intervallata da continue variazioni di forma, che è come attraversare una foresta incantata.
Il trittico è un vero e proprio concerto in danza che inizia con le sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e finisce con Rapsodia in blu di George Gershwin, intervallato dalle famose note del Chiaro di luna di Beethoven.
AN ECHO, A WAVE. Probabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri, quanto piccoli e limitati, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia, di sogni e promesse, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti, ispirate da scoperte, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze, tragedie insopportabili e straordinari incontri. Quelle onde hanno attraversato la storia, sono sempre state occasioni di partenze, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano da sempre. Guardando il fluire del movimento di un danzatore, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza. È partendo da queste suggestioni che Philippe Kratz ha costruito un duetto per il CCN / Aterballetto, che considera la sua prima casa. Vi ha lavorato per anni, come danzatore e coreografo, prima di intraprendere da coreografo una carriera internazionale, che lo ha portato proprio quest’anno al debutto scaligero. Sua è una delle creazioni più preziose del repertorio di Aterballetto, il duetto “O”. Ma sono ormai molte le coreografie da lui firmate, in Italia e all’estero.
Aterballetto propone un eclettico trittico, composto dalle più recenti creazioni del suo repertorio, che mette in luce ed esalta la versatilità tecnica ed espressiva dei sedici danzatori della compagnia.
SOLO ECHO della pluripremiata coreografa canadese Crystal Pite invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
RECONCILIATIO è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj.
RHAPSODY IN BLUE di Iratxe Ansa e Igor Bacovich, sulle note di Gershwin, è una coreografia divertente, vivace, intervallata da continue variazioni di forma, che è come attraversare una foresta incantata.
Il trittico è un vero e proprio concerto in danza che inizia con le sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e finisce con Rapsodia in blu di George Gershwin, intervallato dalle famose note del Chiaro di luna di Beethoven.
AN ECHO, A WAVE. Probabilmente non esiste altra veduta come quella del mare che possa avvicinarsi a spiegare il difficile concetto dell’eternità. Osservando la sua superficie blu apparentemente infinita, riusciamo a comprendere quanto siamo effimeri, quanto piccoli e limitati, come le proverbiali gocce in un oceano. Il mare è un luogo di meraviglia, di sogni e promesse, di un fascino travolgente che trasmette una grande serenità. Ci ipnotizza, ci assorbe e ci può riempire di stupore spirituale. Sul Mar Mediterraneo sono state raccontate e scritte grandi storie da parte di tutti i popoli confinanti, ispirate da scoperte, conquiste e patrie adottive. Tutto ciò conduce fino a noi l’eco di infinite speranze, tragedie insopportabili e straordinari incontri. Quelle onde hanno attraversato la storia, sono sempre state occasioni di partenze, incontri e abbandoni. Guerre e conoscenze lo attraversano da sempre. Guardando il fluire del movimento di un danzatore, ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza. È partendo da queste suggestioni che Philippe Kratz ha costruito un duetto per il CCN / Aterballetto, che considera la sua prima casa. Vi ha lavorato per anni, come danzatore e coreografo, prima di intraprendere da coreografo una carriera internazionale, che lo ha portato proprio quest’anno al debutto scaligero. Sua è una delle creazioni più preziose del repertorio di Aterballetto, il duetto “O”. Ma sono ormai molte le coreografie da lui firmate, in Italia e all’estero.
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