I danzatori attraversano il mondo poetico e umano di Wolfgang Amadeus Mozart, non per raccontarlo, ma per ascoltarlo col corpo. Mozartiana non è un ritratto biografico, ma un omaggio vivo, fisico, a un compositore che ha saputo unire leggerezza e profondità, rigore e istinto, gioco e malinconia.
Ogni danzatore incarna una diversa sfumatura della sua musica: la leggerezza brillante, il tormento nascosto, la precisione, l’innocenza e l’invisibile. Insieme costruiscono un paesaggio fatto di suono e movimento, dove la danza nasce quasi naturalmente dalla musica – come se fosse sempre stata lì, pronta a manifestarsi. “La musica non è nelle note, ma nel silenzio tra di esse.” Questo pensiero, attribuito a Mozart, guida la coreografia. C’è attenzione ai dettagli, agli spazi vuoti, ai respiri tra i gesti. Il movimento non vuole spiegare la musica, ma abitarla. E dove finisce una nota, inizia un gesto.
“Né alta, né bassa: la musica deve essere per tutti” ridefinendo la relazione tra coreografia, performance e immediatezza del contenuto digitale. o spettacolo segue questa idea. Mozartiana non chiede di capire, ma di lasciarsi toccare. È danza che parla al pubblico con semplicità e profondità, che invita a sentire prima ancora che a interpretare.
I danzatori attraversano il mondo poetico e umano di Wolfgang Amadeus Mozart, non per raccontarlo, ma per ascoltarlo col corpo. Mozartiana non è un ritratto biografico, ma un omaggio vivo, fisico, a un compositore che ha saputo unire leggerezza e profondità, rigore e istinto, gioco e malinconia.
Ogni danzatore incarna una diversa sfumatura della sua musica: la leggerezza brillante, il tormento nascosto, la precisione, l’innocenza e l’invisibile. Insieme costruiscono un paesaggio fatto di suono e movimento, dove la danza nasce quasi naturalmente dalla musica – come se fosse sempre stata lì, pronta a manifestarsi. “La musica non è nelle note, ma nel silenzio tra di esse.” Questo pensiero, attribuito a Mozart, guida la coreografia. C’è attenzione ai dettagli, agli spazi vuoti, ai respiri tra i gesti. Il movimento non vuole spiegare la musica, ma abitarla. E dove finisce una nota, inizia un gesto.
“Né alta, né bassa: la musica deve essere per tutti” ridefinendo la relazione tra coreografia, performance e immediatezza del contenuto digitale. o spettacolo segue questa idea. Mozartiana non chiede di capire, ma di lasciarsi toccare. È danza che parla al pubblico con semplicità e profondità, che invita a sentire prima ancora che a interpretare.
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