James è la vita di quattro attrici e un attore che tentano disperatamente di raggiungere l’immortalità attraverso l’unica cosa che sanno fare: il teatro. È la maledizione di qua ro generazioni di donne che si confrontano sulla paura, sull’arte, sull’amore, sulla maternità, sull’eredità, sui geni. È un ragionamento sul teatro che tu o dà, chiedendo in cambio una sola cosa: la tua vita. James è uno spettacolo che parte da Kantor e dalle sue riflessioni per arrivare a banali chiacchiere sulla micragnosa quotidianità. È una storia di scarpe strette e di uomini che scappano. In scena: quattro attrici di 20, 40, 60 e 80 anni, un a ore divorato e un Dio del teatro, con al seguito due spiri guida. Vestiti di nero, gli a ori alla prova di un nuovo spettacolo – “una commedia che parla di immortalità” – si arrovellano continuamente sulle stesse tema che, entrando in loop tra scene che confondono teatro e vita reale e dialoghi di cui il focus è proprio il loro essere teatranti; vengono continuamente segui , guida , richiama all’ordine dal Dio del Teatro, in bianco, e da due figuranti/animali – che richiamano gli animali lega alla tragedia greca e ai rituali che ne danno origine, una capra e un bue – che un po’ come spiri guida, un po’ come “pets” domestici, commentano le misere interazioni.
James è la vita di quattro attrici e un attore che tentano disperatamente di raggiungere l’immortalità attraverso l’unica cosa che sanno fare: il teatro. È la maledizione di qua ro generazioni di donne che si confrontano sulla paura, sull’arte, sull’amore, sulla maternità, sull’eredità, sui geni. È un ragionamento sul teatro che tu o dà, chiedendo in cambio una sola cosa: la tua vita. James è uno spettacolo che parte da Kantor e dalle sue riflessioni per arrivare a banali chiacchiere sulla micragnosa quotidianità. È una storia di scarpe strette e di uomini che scappano. In scena: quattro attrici di 20, 40, 60 e 80 anni, un a ore divorato e un Dio del teatro, con al seguito due spiri guida. Vestiti di nero, gli a ori alla prova di un nuovo spettacolo – “una commedia che parla di immortalità” – si arrovellano continuamente sulle stesse tema che, entrando in loop tra scene che confondono teatro e vita reale e dialoghi di cui il focus è proprio il loro essere teatranti; vengono continuamente segui , guida , richiama all’ordine dal Dio del Teatro, in bianco, e da due figuranti/animali – che richiamano gli animali lega alla tragedia greca e ai rituali che ne danno origine, una capra e un bue – che un po’ come spiri guida, un po’ come “pets” domestici, commentano le misere interazioni.
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