Don Felice Sciosciammocca e sua moglie Concetta, ricchi e ingenui proprietari terrieri, arrivano a Napoli per visitare il nipote Ciccillo, convinti che abbia aperto una clinica psichiatrica. In realtà il ragazzo, sommerso dai debiti di gioco e dalle bugie, vive in una modesta pensione che spaccia per casa di cura. Da qui prende forma un vortice di malintesi e d’incontri con personaggi bizzarri che gli fanno vacillare il confine fra ragione e follia. In questa messa in scena la vicenda è spostata agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo la Legge
Basaglia, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quegli anni, a Napoli come nel resto d’Italia, la
riforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure, diffidenze e smarrimento. La fragilità in cui è immerso ogni personaggio lo rende più vulnerabile, e il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile – e, forse proprio per questo, ancora più comico. Nella Pensione Stella abitano figure eccentriche ma autentiche. Tra loro si muove Don Felice, sempre più spaesato e terrorizzato, fino a riconoscere in
sé l’unico vero folle: l’ultimo a credere che l’onestà basti per un lieto fine.
Don Felice Sciosciammocca e sua moglie Concetta, ricchi e ingenui proprietari terrieri, arrivano a Napoli per visitare il nipote Ciccillo, convinti che abbia aperto una clinica psichiatrica. In realtà il ragazzo, sommerso dai debiti di gioco e dalle bugie, vive in una modesta pensione che spaccia per casa di cura. Da qui prende forma un vortice di malintesi e d’incontri con personaggi bizzarri che gli fanno vacillare il confine fra ragione e follia. In questa messa in scena la vicenda è spostata agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo la Legge
Basaglia, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quegli anni, a Napoli come nel resto d’Italia, la
riforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure, diffidenze e smarrimento. La fragilità in cui è immerso ogni personaggio lo rende più vulnerabile, e il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile – e, forse proprio per questo, ancora più comico. Nella Pensione Stella abitano figure eccentriche ma autentiche. Tra loro si muove Don Felice, sempre più spaesato e terrorizzato, fino a riconoscere in
sé l’unico vero folle: l’ultimo a credere che l’onestà basti per un lieto fine.
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