Lo spettacolo è un collage di quattro piccole, semplici storie che diventano esempi potenti dell’impossibilità di essere se stessi in un mondo che traccia una linea netta di demarcazione tra maschile e femminile.
Quattro piccole, semplici storie di ragazzi e ragazze che ci fanno riflettere, commuovere e arrabbiare perché nascondono umiliazione e incomunicabilità.
Quattro enormi pance che aspettano un bambino gioiscono, litigano, si emozionano e ci fanno riflettere e sorridere su quanto una gravidanza sia colorata fin dall’inizio di aspettative.
La storia di una ragazza con la passione delle moto e la storia di un ragazzo che amava truccarsi diventeranno emblema delle infinite possibilità che ognuno contiene.
Le due attrici e i due attori presenti in scena con i loro corpi danno vita a immagini, azioni e parole che si inseguono e si rincorrono. I corpi degli attori divengono campo di gioco.
Gli attori si colorano, si vestono, si travestono, si scambiano di posto.
Danno vita a una divertente e potente sfilata di matrimoni. Tornano se stessi indossando ali luccicanti.
Da una parte lo spettacolo fotografa come ancora oggi il maschile e il femminile vengano separati in modo dicotomico. Rosa e azzurro. Pallone e tutù. Libri da maschi e libri da femmine.
Dall’altra prova a mostrare come ascoltando l’indole, il carattere, la sensibilità e l’unicità di ognuno le linee di demarcazione saltino. Come nessuno si esaurisca nel genere a cui appartiene, come le nostre caratteristiche una volta inserite in uno bicchiere e shakerate non diano come risultato il cromosoma X o il cromosoma Y, ma una serie infinita di sfumature, di peculiarità e di contraddizioni difficilmente identificabili e incasellabili in modo dicotomico.
Lo spettacolo è un collage di quattro piccole, semplici storie che diventano esempi potenti dell’impossibilità di essere se stessi in un mondo che traccia una linea netta di demarcazione tra maschile e femminile.
Quattro piccole, semplici storie di ragazzi e ragazze che ci fanno riflettere, commuovere e arrabbiare perché nascondono umiliazione e incomunicabilità.
Quattro enormi pance che aspettano un bambino gioiscono, litigano, si emozionano e ci fanno riflettere e sorridere su quanto una gravidanza sia colorata fin dall’inizio di aspettative.
La storia di una ragazza con la passione delle moto e la storia di un ragazzo che amava truccarsi diventeranno emblema delle infinite possibilità che ognuno contiene.
Le due attrici e i due attori presenti in scena con i loro corpi danno vita a immagini, azioni e parole che si inseguono e si rincorrono. I corpi degli attori divengono campo di gioco.
Gli attori si colorano, si vestono, si travestono, si scambiano di posto.
Danno vita a una divertente e potente sfilata di matrimoni. Tornano se stessi indossando ali luccicanti.
Da una parte lo spettacolo fotografa come ancora oggi il maschile e il femminile vengano separati in modo dicotomico. Rosa e azzurro. Pallone e tutù. Libri da maschi e libri da femmine.
Dall’altra prova a mostrare come ascoltando l’indole, il carattere, la sensibilità e l’unicità di ognuno le linee di demarcazione saltino. Come nessuno si esaurisca nel genere a cui appartiene, come le nostre caratteristiche una volta inserite in uno bicchiere e shakerate non diano come risultato il cromosoma X o il cromosoma Y, ma una serie infinita di sfumature, di peculiarità e di contraddizioni difficilmente identificabili e incasellabili in modo dicotomico.
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