Dittico delle Radici è una creazione coreografica in più movimenti, senza soluzione di continuità, che esplora il tarantismo come archetipo universale: la trasformazione della crisi in conoscenza, della ferita in energia, del veleno in rinascita. Una sola arcata scenica, un solo respiro che si apre con Mors, si trasfigura attraverso un intermezzo vivo e rituale, e si compie in Wolf Spider.
Un viaggio attraverso il mito, il corpo, la trance e il presente, con un linguaggio che unisce danza, musica dal vivo, immagini sonore e olfattive, evocando il rito come spazio necessario della trasformazione.
Un solo ciclo, che attraversa il tempo e la materia: dal mito alla metropoli, dall’archetipo al presente, dalla vibrazione cosmica alla trance sociale. Due opere che si rispecchiano e si completano, esplorando i poli estremi di un medesimo mistero: il bisogno umano di trasformare il dolore in senso, la crisi in rinascita, il veleno in energia vitale. Apre la serata Mors: tre danzatrici incarnano la Dea Una e Trina, evocando l’archetipo del morso, gli animali simbolici del Sud — ragno, scorpione, serpente — e il viaggio attraverso la soglia. Un corpo collettivo attraversa un rito di passaggio, intrecciando trance, precisione e poesia.
Chiude la serata Wolf Spider – una visione corale e contemporanea, sostenuta da musica composta da Alejandro da Rocha, con la voce di Enza Pagliara e le percussioni di Elisa Barucchieri e Enza Pagliara.
Wolf Spider esplora le radici profonde della pizzica e del tarantismo trasfigurate nel presente come stato di allerta collettivo, urgenza del corpo, vibrazione urbana e mitologica.
È un atto di liberazione, metamorfosi e rinascita.
Dittico delle Radici è una creazione coreografica in più movimenti, senza soluzione di continuità, che esplora il tarantismo come archetipo universale: la trasformazione della crisi in conoscenza, della ferita in energia, del veleno in rinascita. Una sola arcata scenica, un solo respiro che si apre con Mors, si trasfigura attraverso un intermezzo vivo e rituale, e si compie in Wolf Spider.
Un viaggio attraverso il mito, il corpo, la trance e il presente, con un linguaggio che unisce danza, musica dal vivo, immagini sonore e olfattive, evocando il rito come spazio necessario della trasformazione.
Un solo ciclo, che attraversa il tempo e la materia: dal mito alla metropoli, dall’archetipo al presente, dalla vibrazione cosmica alla trance sociale. Due opere che si rispecchiano e si completano, esplorando i poli estremi di un medesimo mistero: il bisogno umano di trasformare il dolore in senso, la crisi in rinascita, il veleno in energia vitale. Apre la serata Mors: tre danzatrici incarnano la Dea Una e Trina, evocando l’archetipo del morso, gli animali simbolici del Sud — ragno, scorpione, serpente — e il viaggio attraverso la soglia. Un corpo collettivo attraversa un rito di passaggio, intrecciando trance, precisione e poesia.
Chiude la serata Wolf Spider – una visione corale e contemporanea, sostenuta da musica composta da Alejandro da Rocha, con la voce di Enza Pagliara e le percussioni di Elisa Barucchieri e Enza Pagliara.
Wolf Spider esplora le radici profonde della pizzica e del tarantismo trasfigurate nel presente come stato di allerta collettivo, urgenza del corpo, vibrazione urbana e mitologica.
È un atto di liberazione, metamorfosi e rinascita.
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