È un racconto “malincomico”, ispirato a un fatto di storia cronaca realmente accaduto nel secolo scorso, scritto e Interpretato da Massimo Giordano.
1925. Una misteriosa malattia, l’encefalite letargica, fa cadere un uomo in un sonno comatoso di oltre un anno. Al suo risveglio racconta a tutti di aver viaggiato nel futuro e di essersi trovato a vivere esattamente cent’anni dopo. I medici non gli credono, riconducendo la sua fervida attività onirica a inevitabili strascichi della patologia sofferta. Eppure racconta solo e soltanto ciò che davvero accadrà. I suoi contemporanei non possono verificare la veridicità delle sue affermazioni. Noi sì.
Questo racconto di un sogno indossa con leggerezza i panni della comicità, che quasi con pudore smorza la brutale visione della realtà: siamo andati avanti o siamo regrediti?
È un racconto “malincomico”, ispirato a un fatto di storia cronaca realmente accaduto nel secolo scorso, scritto e Interpretato da Massimo Giordano.
1925. Una misteriosa malattia, l’encefalite letargica, fa cadere un uomo in un sonno comatoso di oltre un anno. Al suo risveglio racconta a tutti di aver viaggiato nel futuro e di essersi trovato a vivere esattamente cent’anni dopo. I medici non gli credono, riconducendo la sua fervida attività onirica a inevitabili strascichi della patologia sofferta. Eppure racconta solo e soltanto ciò che davvero accadrà. I suoi contemporanei non possono verificare la veridicità delle sue affermazioni. Noi sì.
Questo racconto di un sogno indossa con leggerezza i panni della comicità, che quasi con pudore smorza la brutale visione della realtà: siamo andati avanti o siamo regrediti?
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