Gli Haber: Clara Fritz ed Hermann, quanti sanno chi sono? Eppure, il frutto delle loro scoperte ha favorito, ma anche infierito sulla vita di milioni di persone. Affetti collaterali è un lavoro incentrato sulla controversa figura di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, sua moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica all’università di Breslavia, e il figlio Hermann, testimone del loro burrascoso rapporto creativo e professionale, ma anche erede dei fantasmi di famiglia, delle conseguenze di scelte personali e decisioni etiche e scientifiche, che ricadono sul suo destino come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano, ancora forti a distanza di tempo. Grazie alle sue ricerche e a quelle di Clara, Fritz fu infatti a capo del reparto dell’esercito tedesco incaricato di sperimentare l’uso di derivati del cloro a fini bellici, utilizzati per la prima volta contro l’esercito francese a Ypres nel 1915. Ed è sempre Fritz Haber, di origine ebrea, l’inventore dello Zyklon B, creato per disinfestare campi e caserme, e poi utilizzato per la soluzione finale ad Auschwitz, per l’eliminazione fisica dei detenuti nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Quello che faremo esplodere davanti agli occhi del pubblico è il grande interrogativo che oramai in modo sempre più pressante si pone alla nostra epoca: quanto il progresso scientifico può dirsi tale se non procede di pari passo con lo sviluppo di un forte pensiero critico ed un’etica di benessere condiviso?
Gli Haber: Clara Fritz ed Hermann, quanti sanno chi sono? Eppure, il frutto delle loro scoperte ha favorito, ma anche infierito sulla vita di milioni di persone. Affetti collaterali è un lavoro incentrato sulla controversa figura di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, sua moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica all’università di Breslavia, e il figlio Hermann, testimone del loro burrascoso rapporto creativo e professionale, ma anche erede dei fantasmi di famiglia, delle conseguenze di scelte personali e decisioni etiche e scientifiche, che ricadono sul suo destino come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano, ancora forti a distanza di tempo. Grazie alle sue ricerche e a quelle di Clara, Fritz fu infatti a capo del reparto dell’esercito tedesco incaricato di sperimentare l’uso di derivati del cloro a fini bellici, utilizzati per la prima volta contro l’esercito francese a Ypres nel 1915. Ed è sempre Fritz Haber, di origine ebrea, l’inventore dello Zyklon B, creato per disinfestare campi e caserme, e poi utilizzato per la soluzione finale ad Auschwitz, per l’eliminazione fisica dei detenuti nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Quello che faremo esplodere davanti agli occhi del pubblico è il grande interrogativo che oramai in modo sempre più pressante si pone alla nostra epoca: quanto il progresso scientifico può dirsi tale se non procede di pari passo con lo sviluppo di un forte pensiero critico ed un’etica di benessere condiviso?
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