In una drammaturgia per attraversamenti, Vișniec intreccia episodi e figure che abitano le frontiere: doganieri, cecchini, cameriere, migranti, famiglie divise, generazioni che si perdono e si ritrovano; e affida agli attori il compito di costruire un ponte tra ieri e oggi, tra vecchi e nuovi confini, facendo emergere una riflessione che riguarda la condizione umana nel gesto stesso del passare “da una parte all’altra”.
Al centro c’è anche l’idea di festa: non evasione, ma sospensione, un tempo altro, sottratto alla cronologia del quotidiano, dove per un attimo conflitti e differenze possono sciogliersi in uno spazio condiviso. È la cifra di un percorso artistico che nasce dall’indagine della realtà e dalla ricerca sul campo, e che negli anni ha portato la compagnia a lavorare in luoghi non convenzionali legati alle tematiche affrontate, restituendo al teatro una qualità esperienziale e necessaria.
Festa di confine è prodotto da TB/Teatro dei Borgia e Artisti Associati – Gorizia, con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia. Durata: 75 minuti. Con Raffaele Braia, Elena Cotugno Comaneĉi, Serena Di Gregorio, Sabino Rociola, Valerio Tambone. Scene di Filippo Sarcinelli.