“Ammazzare i morti”, lo spettacolo di Giorgio Sales al Teatro Comunale “Domenico Modugno” l’11 aprile ad Aradeo

Un giovane immigrato albanese, segnato dalla clandestinità e da un passato di violenza, arriva nel cuore del Salento per svolgere un lavoro che è insieme sorveglianza e sottomissione. Intorno a lui, un’umanità marginale e sfruttata, sospesa tra sopravvivenza e desiderio di riscatto. È da questo scenario aspro e surreale che prende vita “Ammazzare i morti”, lo spettacolo di Giorgio Sales, prodotto dalla Compagnia Orsini, che trasforma una storia di ingiustizia in un racconto teatrale capace di far ridere e riflettere.
Lo spettacolo di prosa va in scena sabato 11 aprile alle ore 21.00 al Teatro Comunale “Domenico Modugno” per la stagione teatrale del Comune di Aradeo, organizzata in collaborazione con Puglia Culture.
Tratto da un racconto di Carlo D’Amicis e diretto da Leonardo Capuano, lo spettacolo racconta una storia intensa e attuale, sospesa tra realismo e surrealtà, capace di coniugare dramma e ironia in una narrazione coinvolgente e profondamente umana.
Protagonista è un giovane immigrato albanese che, dopo aver subito soprusi da parte di un caporale malavitoso nel foggiano, viene trasferito nel basso Salento. Qui si trova a lavorare alle dipendenze di un ambiguo padrone, titolare di un’agenzia di vigilanza e contemporaneamente sindaco del paese. Il suo compito è sorvegliare le case al mare lungo la Strada Cucchiara, insieme a tre guitti pugliesi – un tarantino, un barese e un leccese – anch’essi intrappolati in una condizione di sfruttamento.
In questo contesto di marginalità e sopravvivenza, i personaggi cercano una via di riscatto attraverso un’idea criminale, mentre il giovane protagonista, segnato dalla clandestinità e dal passato vissuto sotto la dittatura di Enver Hoxha, dimostra una sorprendente lucidità morale e una profonda consapevolezza del valore della libertà.
Ambientato in un paesaggio invernale, desolato e simbolicamente sospeso, lo spettacolo restituisce uno spaccato dell’Italia contemporanea, interrogandosi sul destino degli immigrati albanesi giunti nel nostro Paese negli anni ’90 e sul loro processo di integrazione.
Con una cifra stilistica che mescola il grottesco al comico, “Ammazzare i morti” si configura come un racconto teatrale dichiaratamente rivolto al pubblico: una narrazione che sceglie di far ridere per raccontare il dolore, trasformando la tragedia in uno strumento di riflessione collettiva.

Condividi sui social

Altre news